← Home

Export

Export manager. Mercati aperti, non fiere visitate.

Un export manager a tempo per PMI italiane che vogliono vendere fuori dall'Italia sul serio: scelta dei due mercati giusti, rete di distributori e agenti, prezzo per canale e paese, contratti firmati. Vantaggio specifico su Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, DACH e Benelux.

Consulenza fractional · Copertura:MilanoRomaTorinoBolognaLombardiaLazioItaliaEuropa

Risposta breve

Un export manager definisce su quali mercati esteri investire, costruisce la rete di distributori o agenti, imposta il pricing per paese e porta a casa i primi contratti firmati. In formula temporary costa 2.000 euro al giorno per due o tre giorni al mese, contro i 60.000-90.000 euro annui più variabile di una figura assunta.

In sintesi

ObiettivoDue mercati aperti con distributori attivi entro 12 mesi
Impegno tipico2-3 giorni al mese, più trasferte concordate
Tariffa2.000 euro al giorno, trasferte a parte e preventivate
Mercati fortiSvezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Germania, Austria, Benelux
Alternativa internaExport manager assunto: 60.000-90.000 euro l'anno più variabile
Primi 90 giorniSelezione mercati, listino export, lista partner qualificati

Perché la maggior parte dei progetti export non produce niente

Perché partono da una fiera invece che da una scelta. Si espone in tre paesi, si raccolgono contatti, si mandano listini e non succede nulla, perché nessuno ha deciso quale mercato merita davvero investimento, con quale prezzo e quale promessa di servizio. L'export non è presenza, è distribuzione.

  • Mercati scelti per simpatia o per vicinanza, non per dimensione e barriere.
  • Stesso prezzo in Italia e all'estero, senza considerare margine per il distributore.
  • Nessun materiale nella lingua del cliente finale.
  • Nessun presidio dopo la fiera: il contatto muore in tre settimane.
  • Termini di consegna e pagamento non definiti prima della trattativa.

Come si apre un mercato in dodici mesi

Primo trimestre: selezione di due mercati su dati reali, listino export, profilo del partner ideale. Secondo trimestre: contatto e qualifica dei partner, prime visite. Terzo e quarto: negoziazione, accordi di distribuzione firmati, primi ordini e piano di supporto. Il quadro strategico completo è in internazionalizzazione d'impresa, la variante con voucher e accreditamento in temporary export manager.

Vuoi capire se un fractional manager serve davvero alla tua azienda?

Parliamone →

Il vantaggio nordico

Ho vissuto e lavorato fra Italia e Nord Europa: conosco come comprano i buyer scandinavi, quali certificazioni chiedono, quanto pesa la puntualità di consegna nella decisione e perché un prezzo negoziabile all'infinito toglie credibilità invece di darne. È un vantaggio concreto per chi vuole entrare in Svezia, Danimarca, Norvegia o Finlandia senza bruciare due anni.

Quando NON serve

  • Chi vuole solo un traduttore di listini o un procacciatore a provvigione.
  • Aziende senza capacità produttiva per assorbire un mercato nuovo.
  • Chi non è disposto a investire in campionatura, certificazioni e trasferte.

Fractional manager a Milano, Roma, in Italia e in Europa

Consulenza manageriale e fractional manager per aziende a Milano, Roma, Torino, Bologna e in tutta Italia. Se devi assumere o trovare un fractional manager, un CEO, CMO, CRO o COO part time, o un chief executive officer part time a Milano, Roma o in Italia, offro consulenza direzionale a clienti in Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Trentino, Marche, Campania, Puglia e Sicilia. Consulenza fractional anche in Europa: UE, Nord Europa, UK, EMEA. Il fractional manager, chief executive officer fractional e consulente si sposta da Milano verso Roma, Torino, Bologna, Padova, Verona, Firenze, Genova, Napoli, Bari e le principali città italiane ed europee. Una consulenza manageriale senior porta leadership operativa in Italia senza il costo di un chief executive officer full time.

Domande frequenti

01Cosa fa un export manager?

Sceglie i mercati su cui vale la pena investire, costruisce la rete di distributori o agenti, definisce il prezzo per canale e paese, gestisce fiere e trattative e porta a casa i primi contratti firmati. È un ruolo commerciale operativo, non una consulenza di scenario.

02Meglio un export manager interno o a tempo?

Un export manager interno costa fra 60.000 e 90.000 euro l'anno più variabile e ha senso quando l'export è già una linea di business consolidata. Nella fase di apertura di uno o due mercati un profilo a tempo costa meno, parte prima e non lascia una posizione da gestire se il mercato non risponde.

03Su quali mercati lavori?

Il mio vantaggio è il Nord Europa: Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, più i mercati DACH e Benelux. Sono mercati che premiano preparazione, puntualità e prezzo trasparente, e puniscono l'approccio improvvisato più di quanto faccia il Sud Europa.

Vuoi aprire un mercato estero e non solo esporre a una fiera? Scrivimi.

Contattami →