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Crisi

Gestione della crisi aziendale. Il costo più alto è il ritardo.

Nelle crisi di PMI il problema raramente è la mancanza di soluzioni. È il tempo perso a decidere: comitati, attese, seconde opinioni. Ogni settimana persa riduce le opzioni disponibili e aumenta il costo di quelle che restano.

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Risposta breve

La gestione della crisi aziendale è l'insieme delle azioni immediate per riprendere il controllo della liquidità e delle relazioni critiche: piano di cassa a tredici settimane, mappa delle posizioni con banche e fornitori, blocco delle uscite non essenziali e una comunicazione unica verso tutti gli interlocutori. Si guida con una sola persona con delega piena.

In sintesi

Prime 48 oreFotografia della cassa e delle scadenze non rinviabili
Prime 2 settimanePiano a 13 settimane, mappa banche e fornitori, blocco uscite
GovernanceUna persona con delega, legale e commercialista a fianco
AggiornamentoCassa rivista ogni lunedì, board ogni mese
Riferimento normativoCodice della crisi: assetti adeguati e rilevazione precoce
CoperturaMilano, Roma, tutta Italia

I segnali che arrivano prima dei numeri

Il bilancio segnala la crisi con un anno di ritardo. I segnali utili sono operativi e li vede chi sta in azienda tutti i giorni, purché qualcuno li stia guardando come sistema e non uno alla volta.

  • Allungamento dei tempi di incasso e aumento dello scaduto clienti.
  • Uso costante del fido a fine mese.
  • Ritardi selettivi nei pagamenti ai fornitori.
  • Margine lordo in calo a fatturato stabile.
  • Uscita di figure chiave della prima linea.

Cosa si fa, in ordine

L'ordine non è negoziabile: prima si vede la cassa, poi si mettono in sicurezza le relazioni critiche, poi si interviene sulla struttura. Invertire l'ordine è il modo più comune per bruciare la fiducia di banche e fornitori proprio quando serve.

  • Piano di tesoreria settimanale a 13 settimane, con scenari.
  • Elenco delle posizioni critiche e priorità di pagamento.
  • Incontri con le banche con dati aggiornati, prima che chiamino loro.
  • Accordi di rientro con i fornitori strategici.
  • Comunicazione interna chiara: il silenzio moltiplica le voci.

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Dopo l'emergenza

Superata la fase acuta, il lavoro si sposta su margine, offerta e struttura: è il perimetro della ristrutturazione aziendale. Molte aziende si fermano appena la cassa respira e ritrovano lo stesso problema dopo un anno. Se serve anche un piano formale per banche o tribunale, vedi piano industriale.

Quando NON serve

  • Chi cerca assistenza legale nelle procedure concorsuali: quella la fornisce un avvocato specializzato.
  • Aziende che non vogliono condividere i dati reali di cassa.
  • Chi vuole rinviare ogni decisione al prossimo trimestre.

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Domande frequenti

01Quali sono i primi segnali di una crisi aziendale?

Allungamento dei tempi di incasso, uso costante del fido a fine mese, ritardi nei pagamenti ai fornitori, margine lordo in calo a fatturato stabile e abbandono della prima linea. Il codice della crisi impone agli amministratori di dotarsi di assetti che intercettino questi segnali in anticipo.

02Cosa si fa nelle prime due settimane?

Piano di cassa a tredici settimane, elenco delle posizioni critiche con fornitori e banche, blocco delle uscite non essenziali, verifica dei contratti con penali o clausole risolutive, e una comunicazione unica e coerente verso banche, fornitori, clienti e dipendenti.

03Chi guida la gestione della crisi?

Serve una sola persona con delega piena e accesso diretto alla proprietà, affiancata dal consulente legale e dal commercialista. La gestione per comitati, in una crisi di cassa, produce ritardo e il ritardo è la cosa che costa di più.

Se la cassa è il tuo problema di questa settimana, scrivimi oggi, non a fine mese.

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